La sposa del Re
Capitolo 2 – La locanda

 

Faceva caldo, il sole era alto nel cielo. Bakani non aveva nemmeno sognato di sposarsi perché lei era solo una domestica, ma adesso sarebbe andata in moglie a un potente re che non sapeva nulla di lei. Non conosceva neanche il suo vero nome. Mentre era immersa nei suoi pensieri, la guardia di fronte a lei frenò il cammello. Si fermò, facendo arrestare anche gli altri cammelli. Bakani guardò davanti a loro, c’era un grande cancello pieno di guardie che sorvegliavano la città.

Le guardie si fermarono prima di entrare perché quella era la regola: chiunque entrasse in città doveva essere controllato alla perfezione. Ma visto che lei era la promessa sposa del re, li lasciarono passare senza controlli. Non c’era nulla da controllare ad ogni modo. Una guardia scrisse una lettera su un cencio, la arrotolò e la legò alla zampa di un’aquila, che volò via diretta al castello. La lettera informava il re che sua moglie era arrivata.

Era molto vicina al castello, ma la regola voleva che la sposa non potesse entrarci da sola. Sarebbero rimasti in una locanda quella notte e il giorno dopo, il re sarebbe andato a prenderla con la sua carrozza. Per la notte, il re mandò alla locanda le donne del castello per prendersi cura di lei. Le prepararono una vasca d’acqua piena di erbe e petali di rose. Si immerse in un bagno rilassante, che non aveva mai fatto prima. Per un momento, dimenticò tutti i suoi problemi, dimenticò il matrimonio, fece un bel respiro e si gustò il bagno.

Mentre si immergeva nella vasca rotonda, pensò alla principessa, si chiese se fosse al sicuro. Amatak non era mai stata fuori dal castello prima, la preoccupava il fatto che potesse non sopravvivere nel deserto. I suoi pensieri continuavano a torturarla perché fomentavano la sua vivida immaginazione.

“Vi prego, restate al sicuro… Spero voi siate felice della vostra scelta”, mormorò tra sé e sé.

Dopo aver finito il bagno, uscì dalla vasca e avvolse una veste di seta intorno al suo corpo. I capelli ricci e bagnati le scivolavano lungo la schiena e le arrivavano alla vita. Sentì una rissa fuori dalla locanda. Curiosa, si avvicinò alla finestra e l’aprì. Dal secondo piano, vide molti soldati che scorrazzavano per la strada come se stessero cercando qualcuno. Si chiedeva cosa fosse accaduto. Era talmente curiosa che uscì dal bagno e domandò a una delle guardie che erano fuori dalla porta.

“Sembra che qualcuno sia nei guai”, le rispose. Non soddisfatta della risposta, andò a domandarlo a una donna del castello.

“Uno straniero è entrato in città due giorni fa e si è nascosto senza il permesso del re, perciò adesso lo sta cercando”, disse una di loro.

“Capisco”, disse Bakani. Inchinò la testa e si allontanò da loro. Si meravigliarono che fosse una principessa così rispettosa. Bakani pensava a quello straniero e sperava che stesse bene, anche se non aveva idea di chi fosse.

Finalmente, il giorno dopo, una bellissima carrozza arrivò alla locanda. Bakani indossava un vestito da sposa nuovo di zecca, l’avevano resa bellissima prima che incontrasse il re. Quando fu pronta, il cuore le batteva all’impazzata. Stava per incontrare l’uomo da cui dipendeva la sua vita. Si aspettava di trovare il re, ma la carrozza era vuota. Questo portò la gente a spettegolare.

“Al re non importa di lei, per questo non è venuta a prenderla di persona”, bisbigliavano. Bakani sentiva chiaramente le loro parole. La ferirono nell’orgoglio, ma non lo diede a vedere, l’affrontò a testa alta e si tiro su la gonna per salire. Entrò sulla carrozza trainata da cavalli ed ecco che ricominciava il loro viaggio.

Quando arrivarono al castello, guardò dal finestrino di tessuto sottile e vide molte persone. Il castello era costruito in cima a una collina e aveva un enorme scalinata che portava all’entrata. Da entrambe le parti dell’intera scala c’erano delle donne in piedi che indossavano lo stesso vestito blu, mentre in fondo c’era la gente del villaggio che sembrava aspettare lei. Bakani fu così sorpresa di notare che tutte queste persone venivano a vedere la principessa Amatak. Si sentì colpevole e nervosa. E se le persone sapessero che non era la vera principessa?

Quando la carrozza si fermò davanti al primo scalino, le guardie si allinearono in modo che nessuno potesse toccarla. Appena dopo il primo passo sugli scalini, le si avvicinarono due donne da entrambi i lati della scalinata. La tenevano sotto braccio e la aiutarono a salire la lunga scala. Ad ogni scalino, due donne si allinearono dietro di lei e la accompagnarono fino a che non raggiunse l’entrata. Le due guardie aprirono un grande cancello e lei entrò nel castello, dove trovò ancora più gente. Questa parte era piena di gente ricca e lord. Tutti si inchinarono quando la videro.

Entrarono in una stanza molto grande che sembrava la sala del trono. Lei camminava aggraziata, anche se il cuore le stava per esplodere. Da lontano riusciva a vedere l’uomo che stava davanti al trono. Indossava dei vestiti di seta color bianco vivo con una cintura dorata e un mantello rosso che toccava il pavimento. Portava una kefiah, trattenuta dalla corona di foglie d’oro. Aveva qualcosa di dorato nella mano sinistra e una piccola corda d’oro nella destra. Capì subito che si trattava del re. Mentre si avvicinava, pensava solo a scappare via da lì, viva o morta. Le era indifferente ormai.

 

La sposa del Re © Copyright traduzione Michela D’Amico.

 

 

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