La sposa del Re
Capitolo 1 – Lo scambio

 

“Se dovessi mai farne parole, io, tu e tutti gli altri a casa moriranno!”, disse la principessa Amatak.

“È sbagliato, vostra Altezza, vi imploro. Vi prego, non fatelo”, la supplicò in ginocchio Bakani.

“Togliti i vestiti!”, urlò Amatak.

“Vi prego, mia Signora, non lo fate”. La domestica continuava a scuotere la testa. I palmi erano giunti a pregare che la principessa la lasciasse andare.

“TE LO ORDINO! Non hai scelta!”, gridò. La domestica restò immobile. Alla principessa non restò che strapparle i vestiti di dosso mentre lei piangeva. Continuava a respingere le sue mani, ma non servì a nulla. Prima che se ne accorgesse, le aveva fatto indossare un vestito rosa a fiori, colorato e scintillante. L’agghindò con una sgargiante sciarpa intorno al capo.

“Un’occasione del genere non capita mai a una domestica come te; dovresti ringraziarmi per lasciarti sposare un grande re!”, annuì Amatak. Ma la domestica sapeva che sposare Re Jerodfan era l’ultimo desiderio di ogni donna sul pianeta. Aveva sentito dire alle sue colleghe che era crudele.

“D’ora in poi sarai la Principessa Amatak”, continuò mentre guardava la povera domestica, che non smetteva di piangere.

Poi prese uno dei cammelli e andò via, lasciando la ragazza e le guardie, che avrebbero continuato per la strada verso Hanshim.

Il cuore di Bakani batteva forte mentre pensava alla principessa. Sfortunatamente, era troppo tardi per capire lo strano comportamento che aveva avuto a casa. Lei le aveva dato degli indizi, ma non aveva capito. Prima era solo una delle tante domestiche che stava davanti alla sua porta. Un giorno, Amatak fece mettere in fila tutte le domestiche del castello e passò ciascuna di loro in rassegna.

Quando arrivò a Bakani, si fermò e l’esaminò da vicino. Era troppo bella per essere una domestica. Aveva quello sguardo da bambina innocente che catturò il cuore della principessa, la quale annunciò che Bakani sarebbe stata l’unica ad andare con lei. Per questo le insegnò molte cose che non avrebbe dovuto sapere su Hanshim. Per settimane, Amatak fu dolce e gentile con lei, la trattò come una sorella. Bakani pensò che le sue buone azioni venissero finalmente ripagate, che ci fosse un senso se la trattava meglio, perché entrambe sarebbero andate in una terra nuova e strana. Avrebbero fatto affidamento l’una sull’altra.

Ma presto scoprì la verità. Non era nient’altro che una domestica. Amatak l’aveva solamente usata come aveva sempre fatto in passato, era crudele con lei. Lei che era arrabbiata con se stessa per essere caduta nella sua trappola. Lei che doveva abbandonare il suo nome, la sua vita, la sua famiglia solo per seguire il piano della principessa. Sarebbe stata sempre più lontana dalla sua famiglia.

Mentre pensava a quel progetto, Bakani si accorse del panorama che la circondava. Il deserto sembrava non finire mai. Viaggiarono per giorni quando finalmente giunsero al confine tra i due Paesi. Erano vicini al castello.

Giorno dopo giorno, continuava a pensare di scappare via. Ma nel bel mezzo del deserto, come sarebbe sopravvissuta da sola? Amatak le aveva già detto che se nell’insieme non ce l’avesse fatta, il suo Paese avrebbe subito una guerra disastrosa. Nessuno voleva andare in guerra contro Re Jerodfan. Guardò dentro la borsa e tirò fuori un piccolo pugnale nero con uno straordinario gavigliano a forma di croce dorata. Il motivo del fodero era decorato con frammenti d’oro. Pensò a suo nonno, colui che le aveva dato il pugnale come regalo quando era diventata una donna. Lo portava con sé da quando aveva 15 anni. Suo nonno le aveva insegnato molte cose prima che diventasse una domestica nel castello. Ogni ragazza di Afaishan ha la possibilità di servire i reali come segno di lealtà al re, così come ogni ragazzo può diventare un soldato. Ovviamente, venivano pagati per il servizio. Il sogno di Bakani era di finire il suo dovere e tornare da suo nonno. Adesso non c’era modo di tornare indietro.

Finalmente, il deserto era giunto al termine. Di fronte a lei, c’erano degli alberi verdi, erano alti e facevano molta ombra. Era felice di non essere sotto il sole cocente. Il vento soffiava dolcemente sul suo viso mentre si incamminavano per la stradina nella foresta e oltrepassavano praterie verdi. Lei si guardava intorno sorpresa. Non aveva mai visto quel tipo di paesaggio da quando aveva trascorso tutta la sua vita nella capitale di Afaishan. Ben presto vide molti animali e campi pieni di grano.

Superarono molte case costruite in pietra. Mentre attraversavano il villaggio, si meravigliava per ogni cosa: la strada, la gente e le decorazioni del villaggio erano bellissime. Le colonne delle case avevano ciascuna il proprio stile e un motivo unico. Lei guardò avanti, vide una città enorme e meravigliosa. Sembrava fatta d’oro per via del colore giallastro che era esposto al sole cocente.

“Mia signora, siamo quasi arrivati”, disse la guardia, guardando la ragazza. C’erano poche guardie a scortarla dal re, tutte avevano visto cosa aveva fatto la principessa, ma a nessuna di loro interessava. Stavano solo compiendo il loro dovere e chiudevano un occhio sull’incidente. Lei annuì e tirò la sciarpa sulla testa per stringerla attorno al viso. Non voleva che qualcuno la vedesse.

Mentre si avvicinava alla grande città, era sempre più nervosa e spaventata. Se il re avesse mai scoperto che lei non era la vera Principessa Amatak, la sua vita sarebbe finita in quel momento. Pregò con tutto il suo cuore e sperò che nessuno le desse problemi.

 

La sposa del Re © Copyright traduzione Michela D’Amico.

 

 

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