L’amore a Palazzo
Capitolo 3 – Il Palazzo

 

Dopo cinque giorni nel palazzo del Principe della Corona, mi rendo conto che per tutto questo tempo è solo Cherry che si occupa di cucinare, pulire e servire il Principe. L’altro che lavora duramente è il lacchè, Mal, il fratello gemello di Cherry. Da quello che mi hanno raccontato, il Principe li ha presi con sé per fare ammenda dei suoi peccati, quando i suoi sottoposti avevano accidentalmente ucciso i loro genitori durante una spedizione. All’inizio lo odiavano con tutti sé stessi, ma adesso sono i suoi servi più fedeli.

Mi sorprendo ancora se penso a quanto deve essere stato difficile per loro due. È già dura per me, ma loro sono entrati a Palazzo da piccoli come serva e lacchè, non posso neanche immaginarlo.

Mi aggrappo al manico della scopa mentre spazzo lentamente via le foglie. Il sole è appena sorto, perciò il cielo è ancora leggermente buio. Lancio un’occhiata alla porta che conduce alla camera del Principe.

La sua situazione è ancora più difficile. È stato accusato di un crimine che non ha mai commesso, eppure è stato punito così. La Consorte Shine, al comando del Palazzo insieme all’Imperatrice, suggerì all’Imperatore di allontanare tutti i servitori del Principe e di confinarlo qui, nell’ala più lontana da quella dell’Imperatore. Per quanto il Principe ne soffra, neanche l’Imperatrice può evitarlo. Ovviamente, tutto perché la Consorte Shine è la favorita dell’Imperatore, per questo motivo vedi il palazzo vuoto e deserto”. Mi tornano in mente le parole di Cherry. Era un principe abbandonato insomma, non c’era da meravigliarsi che questo palazzo fosse desolato e silenzioso, più silenzioso persino della casa dei Leanne.

Non riesco a capire perché la Consorte Shine debba trattare così il Principe della Corona, ma forse, ognuno ha le proprie ragioni che gli altri non sanno e non possono sapere. Sospiro, cercando di allontanare quegli inutili pensieri e continuo a spazzare. Le foglie cadono senza sosta, sembra impossibile rimuovere la polvere che si è accumulata.

Il silenzio di cui godevo viene improvvisamente interrotto dallo scricchiolio della porta di legno, seguito dal rumore di passi leggeri che si avvicinano.

“Cosa ci fai a ciondolare in giro! Entra e rassetta la mia camera da letto!” Il Principe lancia il suo ordine senza nemmeno battere ciglio. I lunghi capelli gli coprono il viso come al solito. Nella mano destra ha una bottiglia di vino gocciolante. Abbasso lo sguardo, le mie mani sono giunte.

“Subito, Principe della Corona”. Mi inchino prima di dirigermi velocemente nella sua stanza. Per via della poca luce, dovuta alle tende serrate, finisco spesso per sbattere contro i mobili e per dare calci alle bottiglie di vino. Lo trovo fastidioso, perciò mi piego per prenderle velocemente e portarle via.

Scendo le scale con cautela perché le bottiglie mi occludono la vista, ma sbatto contro qualcuno.

“Argh!”, si sente urlare, l’irritazione è palpabile dal tono.

“Cos’è successo? Cos’è successo?”, la voce preoccupata di Cherry si sente a distanza. Il dolore al mento mi fa socchiudere gli occhi e provare un fremito fastidioso. Mi rialzo e la mia paura continua ad aumentare quando mi rendo conto che il giovane uomo finito sotto di me è in realtà il Principe della Corona. I suoi capelli sono finiti tutti da un lato con la caduta e scoprono il suo volto indubbiamente teso. Per essere un uomo di ventun anni, sembra un trentenne.

Sono pronta a perdere la testa. Non sarei mai uscita viva da Palazzo. Mi alzo immediatamente, per poi inginocchiarmi e tenere la testa bassa.

“Merito la morte! Merito la morte!”, chiedo ripetutamente il suo perdono, per quanto paradossalmente sembrasse più che chiedessi di morire. Così fanno spesso le serve nel Palazzo, sia le governanti che quelle di alto grado: si inchinano con la testa bassa davanti al padrone, chiedendo perdono con la stessa frase e lo stesso metodo.

Il Principe della Corona si rialza con l’aiuto di Cherry e mi fissa furibondo. L’improvviso movimento di un’ombra, che già conoscevo, mi fece chiudere immediatamente gli occhi. Quello che mi aspettavo, uno schiaffo, non arriva. Tiene la mano in aria, contratta.

“Irritante!”, sputa e getta la bottiglia piena di vino sul pavimento. Si frantuma e si spacca in mille pezzi, i cocci volano in aria, mi sfregiano il volto e le mani. A passi pesanti si reca di nuovo nella sua stanza, lasciando me e Cherry in quella confusione.

“Non è una cattiva persona. È la punizione che l’ha fatto diventare così. Era davvero gentile, sai?” Cherry raccoglie i pezzi del vaso rannicchiata accanto a me. Mi unisco a lei. Sospira, gli manca il vero carattere del Principe che ha iniziato un viaggio da cui lei non sa quando farà ritorno.

Ho appena finito di pulire i pavimenti del palazzo del Principe. Infastidita dalle condizioni in cui il palazzo non dovrebbe mai versare, vado a prendere un paio di forbici e inizio a tagliare le foglie e i fiori appassiti, dando ai cespugli una forma più gradevole e appropriata a un palazzo. Specialmente per quello del Principe della Corona.

“Aspettate, Terzo Principe! Non dovreste entrare! Il Principe della Corona è…”, la voce di Mal si sente in lontananza, vicino alla grande porta. Dalla mia posizione cerco di guardare, un uomo sulla ventina con indosso abiti fastosi si avvicina a passi pesanti e con un fare rozzo, seguito da altri tre uomini apparentemente più giovani di lui con vestiti altrettanto fastosi. La corona sulla sua testa mi fa facilmente intuire che si tratta di un membro della famiglia imperiale. Chino il mio corpo in una riverenza.

“Eh? Chi è lei, Mal? Non ho mai visto la sua faccia da queste parti”. L’uomo che sembra avere maggior potere tra i quattro si avvicina a me, il suo sguardo è così intenso da instillarmi paura.

“Lei è Jade, la nuova serva”, risponde Mal obbediente.

“Cosa? Strano. Come mai mia madre assegna una serva in questo luogo così marcio?” dice con sprezzo. Le ginocchia cominciano a farmi male di nuovo.

“Ehi, ragazzina. Sai chi sono io?”, mi prende il mento per farsi guardare. Io invece guardo in basso e mi assicuro di non incrociare i suoi occhi. Le mie palpebre sbattono un paio di volte per la paura e l’imbarazzante vicinanza tra noi due.

“No…”, rispondo scuotendo la testa, spaventata.

“Oh no. Il Principe della Corona deve essere davvero un cattivo padrone con te. Non ti ha neanche detto chi sono io? Sono il Terzo Principe, il figlio della Consorte Shine!” Si vanta con me della sua posizione nel Palazzo, come se dovessi saperlo. Un’umile serva come me non ha bisogno di queste informazioni, tutti i membri della famiglia imperiale hanno delle posizioni di prestigio.

“Ehi, guarda il suo viso. C’è un graffio! Che serva penosa, no? Dovrei riportarla nel mio palazzo?”, il Terzo Principe ride, divertito dalla ferita sul mio volto. Gli altri tre giovani uomini ridono insieme a lui, facendo palesemente finta, ma sembrano fingere solo per continuare ad avere i favori del Terzo Principe e restare sotto le sue ali protettrici.

“Non dovresti farlo, Terzo Fratello! Penso sia la serva peggiore, per questo la Consorte Shine l’ha assegnata al Palazzo del Principe della Corona!” L’uomo proprio dietro al Terzo Principe esprime a voce alta la sua opinione evidentemente canzonatoria, cosa che fomenta ancora di più le loro risate.

Dietro di noi, si apre una porta cigolante, che fa spostare la loro attenzione da me alla figura di fronte a loro. Si sentono dei passi avvicinarsi e i tre uomini dietro al Terzo Principe adesso hanno serrato la bocca, la paura è palesemente disegnata sulle loro facce severe. Il Terzo Principe, invece, lascia andare il mio mento e ritorna in posizione eretta mentre le sue labbra formano un ghigno.

“Come sta il Principe della Corona? Mi sei mancato in questi giorni. Come puoi vedere, l’Imperatore mi ha portato con sé a sud, verso il Padiglione del Drago a vedere i fiori appena sbocciati”.

“Alzati, Jade”. Il Principe della Corona mi afferra per il braccio e mi tira su. Il Terzo Principe sembra intimidito dal modo in cui viene ignorato dal Principe della Corona. Noto che adesso è molto più pulito, probabilmente per dimostrare al Terzo Principe che ha una vita giusta e appropriata a un reale.

“Cosa? Cosa mi sono perso? Sei forse interessato a lei? Questo mi porta a chiedere a mia madre di averla per me, sai?”

“Beh, puoi averla allora. Non ho bisogno di lei visto che è praticamente inutile. Sembra che tu voglia i miei scarti, Terzo Fratello. Prendili”. Il Principe della Corona reagisce a quello che ha detto il Terzo Principe. Mi trattano come una proprietà, anzi, più come un oggetto. Un oggetto che non ha un’utilità per loro, che trovano superfluo. Lancio un’occhiata al volto del Terzo Principe, la sua espressione è cadaverica, lo vedi digrignare i denti mentre prova a trattenere la rabbia stringendo i pugni.

“Torniamo. È quasi l’ora in cui Padre Imperatore viene negli appartamenti di mia madre”. Il Terzo Principe lo schernisce prima di voltarsi e di andare via a passi pesanti, per poi scomparire oltre le porte. Gli altri tre principi lo seguono come un cane segue il padrone. Io resto ferma, spaventata e confusa sul da farsi. Il vento trascina via le parti appassite del cespuglio che avevo tagliato e messo da parte. Temo che dovrò raccoglierle tutte più tardi.

“Il tuo viso… va’ da Cherry a farti dare un po’ di unguento”.

PUNTO DI VISTA DELL’AUTORE:

L’aroma rilassante e rinfrescante dell’incenso riempie la stanza lussuosamente decorata. Le colonne sono dipinte di rosso con rifiniture dorate, le tende in luminosa seta beige ricadono dagli alti soffitti delle sale del Palazzo che appartengono ai membri di alto grado, e toccano dolcemente il pavimento con la loro tipica grazia, dividendo le camere dalle stanze. Dei bellissimi tappeti ricamati ricoprono il pavimento, accentuando l’interno già fastoso del Palazzo. Subito dopo tre scalini c’è una lunga panchina in legno scuro con cuscini coperti da fogli d’oro. Sulla panchina è sdraiata una donna con un’acconciatura molto alta, notevoli decorazioni d’oro tra i capelli e intagli a forma di fenice, il braccio destro fa da sostegno alla parte superiore del busto. Ci sono due servi con delle uniformi leggermente più belle che le sventolano la schiena mentre altri due stanno alla sua destra e alla sua sinistra, in attesa di istruzioni e ordini. Il suono dei passi pesanti, che si sente fin dall’ingresso di quel palazzo esageratamente decorato, irrita un po’ la donna conosciuta nell’intero Palazzo come la Consorte Shine.

“Madre! Perchè avete concesso al Principe della Corona un’altra serva? Doveva solo rimanere in quel palazzo isolato con un’unica serva e un lacchè! Perché?” Il Terzo Principe continua a pesare i suoi passi mentre grida, la voce riecheggia nell’enorme palazzo. Corre al lato della madre, richiedendo una spiegazione immediata.

“Quanto rumore”. La Consorte Shine si tira su lentamente, mentre un servo va subito verso di lei ad aiutarla. Il Principe si siede accanto a lei.

“Perché? Non devi avere compassione di lui!”, aggiunge il Terzo Principe, ancora desideroso di ricevere una risposta. La Consorte Shine lo guarda, le sue labbra formano un sorriso diabolico e i suoi occhi luccicano nel modo più femmineo e allo stesso tempo più pericoloso.

“Non lo capisci, vero?” Gli sorride, le dita si alzano per accarezzare le mascelle perfettamente scolpite, mentre ammira il figlio di cui è sempre stata orgogliosa. Le sue espressioni facciali, i suoi successi e talenti sono tutti superiori al normale genere umano. Lei stessa crede che suo figlio sia il principe più valente tra quelli del Palazzo. Ma nel profondo, sa che il Principe della Corona è migliore del Terzo Principe. La gelosia ha indebolito la sua autostima, quindi ha dovuto ricorrere a degli sporchi trucchetti. La pressione delle altre concubine aveva ucciso da un po’ la parte innocente di lei. Non si torna indietro quando si arriva così in alto.

“Che intendi?”

“Dare al Principe della Corona una serva anche se è stato punito, chissà cosa penserà di me l’Imperatore?”, sorride, le sue labbra rosso vivo si arricciano con malvagità. Gli occhi tornano su suo figlio, che adesso ha un sorriso radioso. Dopo aver ottenuto una risposta soddisfacente, il Terzo Principe si allontana, poco prima che arrivi l’Imperatore. Intrattenerlo dovrebbe essere un dovere di sua madre, pensa. Al suo arrivo, la Consorte Shine prova dei brividi di ribrezzo. Eppure, lei sa che è necessario sopportare il suo comportamento perverso e il suo atteggiamento autoritario. Ha imparato a manipolare tutto questo a sua vantaggio, la crudele e competitiva vita di Palazzo l’ha preparata bene. Sorride di nuovo mentre ricorda la sua gloriosa e affascinante vita nel Palazzo, quella che raccoglie le occhiate invidiose delle altre donne, anche se quelle donne non sanno qual è il prezzo che le tocca pagare per averla. Non c’è niente di gratuito a questo mondo, è quello in cui crede ciecamente.

PUNTO DI VISTA DI JADE:

Esco dal palazzo del Principe della Corona per strade lastricate. Al momento mi hanno incaricato di andare a prendere un po’ di carbone dall’ala provvigioni. Cherry mi ordina di andare a prenderlo mentre le si prepara per cucinare. In questo luogo così isolato, con quasi nessuna guardia in giro, non mi resta che lasciare le strade lastricate per immaginare un posto molto più bello con laghetti e fiori che sbocciano aggraziati. Un panorama così magnifico mi riporta indietro con sorpresa. Sono quasi sul punto di perdermi nella tentazione di godermi quello scenario, quando il mio compito mi torna alla mente. Scuoto la desta e mi giro, alla ricerca di qualcuno che possa essermi d’aiuto per guidarmi, o anche solo mostrarmi, la strada per l’ala provvigioni. Finisco in un altro vicolo cieco, sospiro e guardo indietro, verso l’altra grande porta dove non ci sono guardie che mi conducono da qualche parte che io non conosco. Raggiungo la porta, giro a destra e sbatto involontariamente contro qualcuno che risponde con un urlo femminile.

“Chi sei?”, chiede la ragazza infastidita. Cerco di aiutarla ma la mia goffaggine finisce per irritarla ancora di più e allontana la mia mano con uno schiaffo. La serva dietro di lei si china per aiutarla mentre allo stesso tempo urla contro di me.

“Che insolenza! Hai incontrato la Settima Principessa e non l’hai ancora salutata!” Sorpresa, mi inchino immediatamente per una riverenza.

“Saluti, Settima Principessa”. Lei si tocca i capelli, assicurandosi che quel lungo capolavoro per cui è rimasta ore seduta di fronte a uno specchio non sia fuori posto o danneggiato. Poi passa a spazzolare il lungo, morbido e setoso vestito viola che strascica ogni volta che cammina. Anche la serva la aiuta a spazzare via lo sporco e a mantenere pulito il vestito.

“Di quale palazzo sei serva?”, chiede la Settima Principessa, guardandomi dall’alto in basso per mostrarmi la sua superiorità.

“La vostra umile serve viene dal palazzo del Principe della Corona”, rispondo, prestando attenzione alla scelta delle mie parole.

“Il Palazzo del Principe della Corona? Sei forse una nuova serva?”, domanda. Annuisco lentamente con la testa.

“Cosa sta meditando la Consorte Shine?”Aggrotta le ciglia e si immerge in una profonda riflessione.

“Quello che sta meditando mia madre non è affar tuo, perché sei così ficcanaso?” Il Terzo Principe viene fuori da dietro al muro, soprendendo tutte e tre. Mi giro verso di lui per salutarlo un’altra volta.

“Saluti, Terzo Principe”.

“Sentiamo, perché non potrei? Si chiama curiosità, non essere ficcanaso”.

“Penso sia meglio che tu faccia ritorno al tuo palazzo e vada a migliorare la tua scarsa abilità nel ricamo. Non è colpa mia se nessun uomo ti vuole, vista la tua incapacità di essere moglie”. Il Terzo Principe ride in faccia alla Settima Principassa che adesso si imbroncia e, dopo essersi tolta una forcina, gliela scaglia contro. La serva insegue la povera forcina mentre i due continuano il loro scontro verbale. Sembrano vicinissimi ma forse è solo la loro lite che li fa apparire così.

“Vattene e basta, d’accordo? Mi stai stancando”, dice il Principe mentre spinge via la Principessa. Lei sbuffa, ma alla fine cede continuando a guardarmi con un’espressione piena di domande. Ora il Principe si rivolge a me e solleva un sopracciglio.

“Perché stai ancora in quella posizione?”

“Io…”

“Va bene, va bene, alzati. Alzati!”, dice sfiorandomi con la mano. Il lacché dietro di lui mi sta guardando e vedo compassione nei suoi occhi. È questo il modo in cui mi guardano tutti nel Palazzo? È sincera questa compassione? Non lo so. L’animo umano non si può indovinare, non importa quanto tu sia prevedibile. Anche la persona più crudele può nascondere un po’ di gentilezza in un angolo del suo cuore, mentre quella più buona potrebbe essere scaltra in realtà. Non ci si può fidare di nessuno in questo Palazzo. Nemmeno della servitù. I servi e le guardie sono tutti furbi come volpi, capaci di ricorrere a metodi inumani pur di trarne dei benefici. Ovviamente, c’è sempre qualcuno dietro alle loro azioni.

“Dove stai andando?”, chiede il Terzo Principe. Mi strofino le ginocchia di nascosto, cercando di renderlo il più normale possibile. Ovviamente, non mi riesce. Lui sa che le strofino dopo essere stata inchinata per un po’ di tempo.

“Nell’ala provvigioni, a… prendere del carbone”, faccio una piccola pausa ed esito, perché forse non è una buona idea dirgli tutto. In fondo, lui odia il Principe della Corona. Questa è la mia conclusione dopo aver assistito al litigio di prima. Sogghigna e dà un inaspettato e inspiegabile ordine al suo lacchè.

“Wan, vai nell’ala provvigioni. Prendi tutto il carbone. Dì che ne abbiamo bisogno io, la Concubina Shine e l’Imperatore. Sbrigati, ora!” Guardo il Terzo Principe sbalordita, gli occhi cominciano a lacrimarmi dalla paura. Mi guardo di nuovo i piedi, assicurandomi di non offenderlo. Quando il suo lacché, Wan, corre di fretta verso l’ala provvigioni, lo guardo da dietro sperando che sia abbastanza gentile da lasciarci un po’ di carbone. Il Principe della Corona non voleva sentire ragioni, è pur sempre il figlio dell’Imperatore, il figlio dell’Imperatrice. Non merita di essere trattato così.

Ma cosa può fare un’umile serva come me? La servitù del Palazzo può solo lasciare le cose al fato, a meno che non siano abbastanza spavaldi da rischiare la testa. Io non sono così coraggiosa. La persona di fronte a me è il Terzo Principe, il figlio della Consorte Shine, la bellissima donna che ho visto l’altro giorno. Sono entrambi intoccabili, protetti dall’enorme fortezza che chiamano Imperatore.

“È arrivata l’Imperatrice!”, l’improvviso e fragoroso annuncio dell’eunuco ci coglie entrambi di sorpresa. Volgiamo lo sguardo in direzione della voce e una donna dall’incomparabile aura reale cammina a passi lenti e aggraziati, come un cigno che danza sull’acqua. Tiene la testa alta come ci si aspetta dal suo titolo di Imperatrice. Il suo lungo vestito tra l’arancio e il rosso con ricami di fenici gialle si abbina perfettamente allo scialle di seta marrone con i ricami bianchi come le decorazioni. È molto lungo e le strascica ad ogni passo. La sua acconciatura è molto ordinata e raccolta, i capelli sono lisci come seta e sembrano sani. Delle elaborate decorazioni d’oro a forma di fenice sono appoggiate tra i capelli e si aprono grandi e spaziose. Delle perle pendono dalle estremità delle sue forcine in oro puro, lunghe fino ai gomiti. Sullo spazio tra le sopracciglia è disegnato un fior di loto con dell’inchiostro rosso, lo stesso rosso delle labbra, che fa risaltare la sua eleganza.

“Saluti, Imperatrice”. Anche il Terzo Principe china la testa davanti all’Imperatrice, la donna con il rango più alto nel Palazzo. Non oso dire una parola, mi limito a inchinarmi, per paura di interrompere la conversazione tra le due importanti figure imperiali. Ma il silenzio prosegue e la tensione aumenta. Diventa sempre più asfissiante.

“Sembra che tu abbia bisogno di molto carbone, Terzo Principe”, dice l’Imperatrice dopo aver esaminato me e il Principe per un po’ di tempo. In questo momento i suoi occhi sono puntati sul Principe, che comincia a sudare. Non importa quanto l’Imperatore favorisca la Concubina Shine, c’è sempre l’Imperatrice a sopprimere il loro potere e a mantenere l’equilibrio dell’harem.

“Anche se è appena arrivata la primavera, il freddo dell’inverno sembra avere la meglio. Con i nostri corpi deboli, sia io che la Consorte Shine abbiamo bisogno di più carbone per riscaldarci”. Riesco a percepire il silenzioso scherno dell’Imperatrice che sogghigna mentre guarda verso il basso il Principe, il quale non osa, o non è autorizzato, a ricambiare lo sguardo. Lei gode della sensazione di superiorità sulla prole della nemica.

“A quanto pare ne ho preso troppo l’ultima volta. Lis, consegna abbastanza carbone al palazzo del Principe della Corona”, ordina l’Imperatrice senza battere ciglio, guardando dritto di fronte a sé.

“E visto che il Palazzo è a corto di denaro al momento, spero che il Terzo Principe sarà abbastanza assennato da contribuire con la metà del suo assegno al Dipartimento delle finanze”. Vedo il Terzo Principe digrignare i denti, la rabbia gli sale al viso e le vene sottopelle sono chiaramente visibili. Non dice nulla e resta in silenzio, palesemente scontento della superiorità dell’Imperatrice.

“Alzatevi entrambi”, dice, dirigendo il suo sguardo verso di me. Strizza gli occhi come se cercasse di riconoscere il mio viso.

“Di quale palazzo sei?”, mi chiede con un tono imperativo. Più che una domanda era un ordine. Ovviamente l’Imperatrice fa domande solo all’Imperatore e all’Imperatrice Vedova.

“La vostra umile serva viene dal palazzo del Principe della Corona”. L’Imperatrice fa una smorfia, la sua curiosità diventa sempre più oscura, nessuno al mondo sa cosa covi dietro a quegli occhi.

“Andiamo”, ordina ai servi e alle guardie. La folla passa e io seguo il Terzo Principe che si inchina per congedare l’Imperatrice. Appena scompaiono dietro le porte, lui si volta verso di me per sfogare il suo fastidio, ma si limita a sbattere i piedi contro il pavimento. Insoddisfatto, dà un calcio al vaso di fiori. Si rovescia completamente, il vaso si rompe e la pianta resta lì distesa, indifesa. Poi se ne va senza fare parola.

Fisso il nulla, non riesco a credere al dramma che si nasconde dietro le enormi mura del Palazzo. Anche se i membri della famiglia imperiale hanno il dono di una vita di lussi e agi, nel profondo dei loro cuori c’è solo incertezza e paura. Paura di ciò che gli riserva il futuro. È questo che fomenta la fiamma del dramma dentro l’harem e sembra che sia una fiamma eterna che non si spegnerà mai. Guardo il Terzo Principe che adesso cammina nella direzione opposta a quella dell’Imperatrice. Anche se sono nati nella famiglia imperiale e ricevono infiniti sguardi di invidia dagli altri, in realtà provano solo tristezza e paura. È qualcosa che la gente fuori dal Palazzo non saprà mai.

 

L’amore a Palazzo © Copyright traduzione Michela D’Amico.

 

 

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