I DECIDED TO EXPLORE

I never got over that nightmare. I tried to tell Mrs. Harmon about it, but she proclaimed that I still wasn’t over my parent’s death. Like that made any sense.

As the weeks passed by, Caleb and Mr. Harmon got close. While Caleb, Mrs. Harmon, and I just became more distant from each other. Mr. Harmon never actually associated with me except for a “Hey!” and “How are you?” every now and then. I think Mrs. Harmon was just annoyed with me at this point. Caleb on the other hand, I didn’t get why he didn’t talk to me anymore. He didn’t say hi or bye. He talks to the Harmons as if they were his best friends.

I didn’t worry too much about them. Mrs. Harmon did buy me a phone and a laptop two days ago. She even got Abby’s number for me. This made me feel less lonely. Abby and I texted time to time, but she never responded fast enough. Our conversations were dull and never fun. Everyone seemed happier without me, and I was just left alone to my miserable self.

 
***

Two months with the Harmon’s now and things have just been the same routines for me, although Mrs. and Mr. Harmon have often been arguing. Why? No clue.

 
I’ve been super bored, and besides Abby, I had no one to talk to. When I’m outside, I often try to locate the abandoned house that was out in the distance back when Caleb and I first arrived. Whenever I saw it, I thought about going over there. It looked kind of cool.

I was in the garden when I heard a noise behind me. I turned around and to my surprise, saw Rosemary. She started watering some plants.

“How are you, dear?” she asked without looking at me.

 
I stood up and told her I was fine then tried to sneak back towards the house. I was going to tell Mrs. Harmon she was here but I changed my mind. I wanted to ask her some things. I walked back toward her.

“Can I ask you something?” I asked.

She watered more plants and said sure.

“Do you know why that house down there is abandoned?” I asked.

“I’m surprised they didn’t tell you,” she said. “That’s Mr. Harmon’s first house. He lived there since he was a kid.”

 
“Really?” I said. “It looks awful now.”

“Well, there was an accident. His parents died there. They were murdered, to be exact,” she said, paying attention to me now.

“How?” I asked.

“I don’t know. No one really knows how” she said. “But Mr. Harmon wasn’t killed.”

There was a moment of silence between us. “When you worked here, did anything ever strike you as odd?” I asked her.

“Worked, huh?” she asked with a chuckled. “I guess they told you they’ve fired me?”

I scratched the back of my head while giving her a fake smiled. “Yeah.”

“Yes, he did,” she said.

“Oh,” I said.

“Things aren’t always what they seem around here, Emily.” she faced me. “I hope you’re smart enough to see the good from the bad and the good from the evil.”

 
Her statement shocked me and to be honest, frightened me as well. “What do you mean? Should I be worried?” I asked.

 
Mr. Harmon walked outside. I began walking away from Rosemary before I got into trouble for talking to her.

She didn’t reply to my question. She only glared at me. “You don’t have much time,” she said getting up and walking away. “Get away. Far away and never look back!”

 
I stood there, looking at her as she left. Even though Mr. Harmon was looking in my direction, he didn’t say anything. It was like he didn’t even see Rose walking away. He stopped walking, stared at me with his hands on his hips, then walked back inside.

***

I stayed outside in the garden for the longest time. I just couldn’t quite get over what Rose had said. What did she mean? Not much time for what? Being here was starting to creep me out. I didn’t want to be here anymore. I wanted the cop car to just pick us up and tell us that our grandmother wanted us. But I knew that wouldn’t happen.

 
Being in the garden was making me feel uneasy. That was when I decided to explore, but not around here, around Mr. Harmon’s old house. I was pretty sure he wouldn’t care. No one lived around them, so I had nothing to worry about.

 
Little did I know, I was walking right into trouble. Trouble way beyond my imagination.
 
 

Hide & Seek © Copyright Jakayla Toney.

 

  

COMINCIA L’ESPLORAZIONE

Non mi ripresi mai da quell’incubo. Provai a raccontarlo alla signora Harmon, ma ribadiva che non avevo ancora superato la morte dei miei genitori. Come se questo avesse senso.

Le settimane passavano, Caleb e il signor Harmon si avvicinavano, mentre erano sempre più distanti nei miei confronti. Il signor Harmon non aveva alcun rapporto con me se non per un “Ehi!” o “Come stai?” una volta ogni tanto. Ormai pensavo che fosse infastidito dalla mia presenza. Caleb, invece… non capivo perché non mi parlasse più. Non mi salutava nemmeno, parlava con gli Harmon come se fossero i loro migliori amici.

Non mi preoccupavo molto di loro. La signora Harmon mi comprò un telefono e un portatile due giorni fa. Aveva anche recapitato il numero di Abby e questo mi faceva sentire meno sola. Abby ed io di tanto in tanto messaggiavamo, ma lei non era molto veloce a rispondere. Le nostre conversazioni erano noiose e per niente divertenti. Chiunque sembrava più felice senza di me ed io rimanevo da sola con la mia tristezza.

***

Erano ormai passati due mesi con gli Harmon e tutto era diventato la solita routine per me, anche se la signora e il signor Harmon litigavano spesso. Come mai? Non ne avevo idea.

Ero superannoiata e, a parte Abby, non avevo nessuno con cui parlare. Quando ero fuori, cercavo spesso di collocare la casa abbandonata che io e Caleb avevamo visto quando eravamo arrivati. Ogni volta che la vedevo, pensavo di andarci. Sembrava così intrigante.

Oggi ero in giardino quando sentii un rumore alle mie spalle. Mi voltai e, con mia sorpresa, vidi Rosemary che cominciava a innaffiare delle piante.

“Come stai, tesoro?”, mi domandò senza guardarmi.
 

Mi alzai e le risposi che stavo bene, poi cominciai a sgattaiolare verso casa. Volevo dire alla signora Harmon che lei era lì, ma cambiai idea. Volevo chiederle delle cose, quindi tornai da lei.

“Posso chiederle una cosa?”, domandai.

Annaffiò altre piante e mi disse di sì.

“Sa perché quella casa laggiù è abbandonata?”

 
“Mi sorprende che non te l’abbiano detto”, rispose. “Quella è la prima casa del signor Harmon. Viveva lì quando era piccolo”.

“Sul serio? Sembra orribile adesso.”

“Beh, c’è stato un incidente. I suoi genitori morirono lì, furono assassinati, per esattezza”, rispose, volgendo l’attenzione a me adesso.

“Come?”, chiesi.

“Non lo so, nessuno lo sa davvero,” affermò, “ma il signor Harmon non fu ucciso”.

Ci fu un attimo di silenzio. “Quando lavorava qui, c’era qualcosa che le sembrava strano?”, le domandai.

 
“Lavorare, eh?”, chiese ridacchiando. “Immagino ti abbiano detto che mi hanno licenziata”.

Mi grattai la testa mentre cercavo di fare un sorriso forzato. “Sì”.

“Sì, l’ha fatto”.

“Oh”, dissi.

“Le cose non sono sempre come sembrano da queste parti”, si mise di fronte a me. “Spero tu sia abbastanza intelligente da distinguere il bene dal male e da comprendere ciò che è malvagio”.

Le sue parole mi scioccarono e, ad essere onesti, mi spaventarono anche. “Che intende? Dovrei preoccuparmi?”, le domandai.

Il signor Harmon uscì di casa. Cominciai ad allontanarmi da Rosemary prima di finire nei guai per aver parlato con lei.

Lei non rispose alla mia domanda, mi guardò semplicemente. “Non hai molto tempo”, disse, mentre si alzava e se ne andava. “Va’ via da qui, il più lontano che puoi e non guardarti mai indietro!”

Rimasi ferma lì a fissarla mentre se ne andava. Anche se il signor Harmon stava guardando nella mia direzione, non disse nulla. Sembrava che non avesse neanche visto Rose andar via. Smise di camminare, mi fissò soltanto con le mani sulle labbra e poi ritornò dentro.

***

Rimasi fuori in giardino più che potevo. Non riuscivo a ignorare quello che mi aveva detto Rose. Cosa intendeva? Non c’era molto tempo per cosa? Stare qui cominciava davvero a darmi i brividi. Non volevo più restare. Volevo solo che la macchina della polizia ci venisse a prendere e ci dicesse che nostra nonna ci aspettava. Ma sapevo che non sarebbe successo.

Trovarmi nel giardino mi metteva a disagio, così decisi di esplorare, non qui intorno, ma vicino alla vecchia casa del signor Harmon. Ero abbastanza sicura che non gli sarebbe importato. Nessuno viveva nei paraggi, quindi non avevo nulla di cui preoccuparmi.

Non sapevo che mi stavo proprio mettendo nei guai. Guai che andavano oltre la mia immaginazione.
 
 

Hide & Seek © Copyright traduzione Michela D’Amico.

 

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