Hide & Seek
Capitolo 1 – Testo a fronte

LIGHTS OFF

I quietly tip-toed through the hallway as my brother, Caleb, counted to twenty.

 
“…7…8…9…10…11…”

Abby, my best friend ran up to me. She grabbed hold of me, nearly pushing me into the wall and whispered. “Emily, Where should we hide?”

Abby pulled me into the laundry room, before I could even say anything.

“Ready or not here I come!” Caleb yelled, running down the hallway and pass the laundry room. Abby and I both hid behind the dryer, struggling to keep our giggles contained.

Quiet chuckles escaped from our lips as Caleb rummaged around in closets. I pulled Abby’s ear closer. “Let’s run to base.”

Abby stepped out from behind the dryer first.

There was a door behind me that led into my parent’s bedroom. While Abby began slowly stepping out of the laundry room, I sneaked into my parent’s room, closing the laundry room door.

 
“Found you!” I heard Caleb scream. “You’re it, Abby!”

I ran out of the room and into the hallway to turn on the light. The look on Abby’s face made me laugh. Caleb laughed as well and danced around joyously as he knew that he would not be it again. He had been it three times in a row.

Abby looked sternly at me. “Ha-ha. Hilarious. You tricked me!”

“I did not.” I retorted with a smile. “I just changed my mind.”

Abby continued to argue with me. “You know this isn’t the first time you’ve done that. You should be it.”

I’m never it. I’m the best when it comes to hide and seek. If anyone wants me to be it: they have to find me first. It’s not my fault that I’m so good at the game. My dad even told me that I should get a trophy for my excellent hiding skills. I was simply the best at hide and seek. Everyone knew it.

 
 
“Look, I wasn’t caught, You were. You should’ve heard him coming.” I said, defending myself.

Abby sighed and placed her hands in her pockets. “I think I should head home, it’s getting late.”

“It’s only 5 PM.” Caleb moaned in disappointment. He tried his best to make her stay.

Abby smiled at him and rubbed his hair. “I’ll be back another day.” A small smile adorned her face.

 
“She’s just mad.” I said to Caleb with a smirk.

“Mad? Why would I be mad?” Abby asked.

 
“That I’m the best!” I said proudly.

Abby rolled her eyes. I thought she’d say something back, I wanted her to, but she just smiled at me and walked away. Not another word was spoken as she grabbed her bag and just left.

Abby was mature. She was two years older than me. I am only fourteen. We argue a lot then make up. It’s our bad habit. We also go to the same school. We became friends by exchanging Nintendo video games and comics at school. Then we found out we had a lot in common and became best friends.

 
However, I think she’s a bit tired of me, lately. She doesn’t come over as much as she used to, but one thing she can never turn down is a good game of hide and go seek in the dark. She gets better and better though. It’s almost like she practices at home with her parents.

Abby left, leaving me and Caleb home to wait for Mom and Dad. I was in charge while they were out on their dinner date.

Caleb, being only six, went into his room to play with some toys. He asked me to play with him, but I turned him down. I decided to watch a good scary movie on TV instead.

To my luck, a movie called Murder was playing. It was one of my favorite movies. It was about these teenagers that were lost in the woods. They would get murdered if they broke any of the rules that had been given to them by the dwellers of the woods.

I sat back and enjoyed the movie. Wishing I could play hide and seek in the woods or in a haunted house. That’d be so epic!

I thought…

 
 
 

Hide & Seek © Copyright Jakayla Toney.

 

A LUCI SPENTE

Attraversai il corridoio in punta di piedi, silenziosamente, mentre mio fratello Caleb contava fino a venti.

“7, 8, 9, 10, 11…”

Abby, la mia migliore amica, mi raggiunse correndo. Si aggrappò a me, quasi spingendomi contro la parete. “Dove ci nascondiamo, Emily?”, bisbigliò.

Abby mi spintonò in lavanderia prima ancora che dicessi qualcosa.

“Chi c’è c’è, chi non c’è non c’è”, gridò Caleb, correndo lungo il corridoio e superando la lavanderia. Abby ed io ci eravamo nascoste dietro l’asciugatrice, sforzandoci di contenere le risate.

Ci scapparono delle risa soffocate mentre Caleb rovistava negli armadi. Avvicinai l’orecchio di Abby: “Corriamo a fare ‘Libera tutti’”.

Abby venne fuori dal nascondiglio per prima.

C’era una porta dietro di me che portava alla camera da letto dei miei genitori. Mentre Abby stava lentamente per uscire dalla lavanderia, mi infilai nella stanza dei miei genitori, richiudendo la porta dietro di me.

“Beccata!”, sentii urlare Caleb. “Ora tocca a te contare, Abby!”

Uscii di corsa dalla stanza e una volta in corridoio accesi le luci. Lo sguardo sul volto di Abby mi fece ridere. Anche Caleb rideva e ballava di gioia all’idea di non dover contare di nuovo. Lo aveva fatto tre volte di fila ormai.

Abby mi lanciò uno sguardo severo. “Ah, ah, che ridere. Mi hai imbrogliato!”, gridò.

“Non è vero”, replicai sorridendo, “ho solo cambiato idea”.

Abby continuò a litigare con me. “Sai che non è la prima volta che lo fai. Toccherebbe a te contare”.

 
Io non conto mai. Sono la migliore quando si tratta di giocare a nascondino. Se qualcuno vuole che conti io, deve prima trovarmi. Non è colpa mia se sono forte in questo gioco. Mio padre mi ha detto addirittura che dovrei ricevere un trofeo per le mie eccezionali abilità nel nascondermi. Ero semplicemente la migliore a nascondino, e lo sapevano tutti.

“Ascolta un po’, non hanno trovato me, ma te. Avresti dovuto sentirlo arrivare”, risposi in mia difesa.

Abby sospirò e si infilò le mani nelle tasche. “Penso che sia ora di tornare a casa, si sta facendo tardi”.

“Sono solo le cinque”, brontolò Caleb deluso. Fece del suo meglio per farla restare.

Abby gli sorrise, mentre si sfregava i capelli. “Tornerò un altro giorno”. Un sorriso apparse sul suo viso.

“È solo furiosa”, dissi a Caleb sogghignando.

“Furiosa? Perché mai dovrei essere furiosa?”, domandò Abby.

“Perché sono la migliore!”, risposi piena di orgoglio.

Abby alzò gli occhi al cielo. Pensavo che mi avrebbe risposto, cosa che volevo, ma si limitò a sorridermi e ad andare via. Non disse più nulla, afferrò la borsa e uscì.

Abby era matura. Aveva due anni più di me, io ne avevo solo quattordici. Litighiamo spesso e poi facciamo pace. È una nostra vecchia abitudine. Andiamo anche nella stessa scuola. Siamo diventate amiche scambiandoci giochi per Nintendo e fumetti. Poi abbiamo scoperto di avere molto altro in comune e siamo diventate migliori amiche.

Ultimamente, però, penso che si sia un po’ stancata di me. Non viene più a trovarmi come prima, ma se c’è una cosa a cui non sa rinunciare è una bella partita a nascondino. Lei, comunque, diventa sempre più brava, sembra quasi che faccia pratica a casa con i suoi genitori.

Abby andò via, lasciando me e Caleb a casa ad aspettare mamma e papà. Ero io responsabile di tutto mentre si godevano la loro cenetta romantica.

Caleb aveva solo sei anni e andò nella sua stanza a giocare. Mi chiese di giocare con lui, ma risposi di no, decisi piuttosto di guardare un film horror in TV.

 
Per mia fortuna, davano un film chiamato Morte nel bosco, che era uno dei miei preferiti. Parla di dieci adolescenti che si sono persi e rischiano di essere uccisi se infrangono le regole dettate dagli abitanti del bosco.

Mi rilassai e guardai il film, sperando di poter giocare a nascondino lì o in una casa infestata. Sarebbe stato epico.

Almeno così pensavo…

 
 
 

Hide & Seek © Copyright traduzione Michela D’Amico.

 

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